Ecommerce e logistica: dovrei aprire un magazzino negli USA per servire i miei clienti americani?

Blog

Giugno 09, 2021

Ecommerce e logistica: dovrei aprire un magazzino negli USA per servire i miei clienti americani?
Non esiste una regola valida per tutti per prendere questa decisione, né un modo univoco di rispondere a questa domanda, perché la logistica dell’ecommerce dipende da un insieme di fattori che un imprenditore che decide di vendere online e di internazionalizzare deve costantemente tenere in considerazione. E questo vale a maggior ragione se vuole farlo in USA: un mercato grande, lontano e con regole diverse da quelle italiane. 

Semplificando, potremmo dire che per decidere se aprire un magazzino negli USA è bene prima “fare i conti”, perché se è vero che questo strumento potrebbe essere sfruttato dal punto di vista del marketing - vicinanza, costi inferiori, ecc - è anche vero che si devono prendere in considerazione diversi investimenti quando si fa una scelta del genere.

Go Global Ecommerce ha aiutato molti brand a fare questo passo: da Blauer USA a Refrigiwear, da Chiara Boni a Il Gufo, da MotoGP a Barilla. Per questo, sappiamo bene quali sono i passi da fare, ma soprattutto le domande da porsi, prima di aprire un magazzino in USA. 

Per prima cosa è necessario rispondere a tre quesiti fondamentali.

1. Posso dividere il mio stock? E cioè: ho abbastanza prodotti per servire tutti i mercati con un portafoglio adeguato? Questo è il punto di partenza, prima di qualsiasi altra analisi. Se state pensando di dividere lo stock, scegliendo solo una parte dei prodotti perché non ci sono quantità sufficienti di tutti, fate attenzione: state commettendo un errore. La gamma di prodotti è un aspetto fondamentale non solo per le entrate dell'e-commerce, ma anche per l'immagine del brand.

2. Ho una filiale negli Stati Uniti per svolgere queste attività? O in alternativa ho un partner come Go Global Ecommerce che si può occupare della logistica e dell’aspetto economico ad essa connesso? Un magazzino è un "nexus economico", vale a dire che è considerato come una “presenza fisica” di una società straniera all’interno di un determinato Stato e, per questa ragione, è prevista su di esso l’applicazione della tassazione di quello Stato. Ecco perché è necessaria una filiale USA o,in alternativa, se l'azienda non ha in programma di aprirne una, è opportuno trovare un partner Merchant of Record - come Go Global Ecommerce - e lavorare con lui. 

3. Qual è il valore medio del mio ordine? Fino a 800 dollari non sono richieste tasse doganali e questo è abbastanza rilevante. Per una media ben al di sotto di $800, portare lo stock negli USA darebbe un costo extra a livello generale perché l'azienda pagherebbe i dazi d'importazione. Nel caso di una media ben superiore agli 800 dollari, ci sono due opzioni:  possiamo scegliere fra un’esperienza cliente non esattamente positiva, con dogana pagata dal cliente finale, oppure prevedere un costo extra per il brand con una spedizione DTP - duties and taxes paid - (questo equivale al costo di importazione in caso di magazzino sul suolo americano). 
Dopo avere riflettuto su queste tre considerazioni preliminari, il passo successivo è definire una soglia di breakeven basata sul volume degli ordini. In altre parole, dobbiamo dividere i costi fissi e variabili e vedere cosa succede con diversi volumi di ordini. Per confrontare la stessa situazione, consideriamo la medesima tipologia di esperienza per i clienti: stessi tempi e costi di spedizione e nessun dazio da pagare. 

Dal lato dei costi fissi, l'investimento sarà principalmente sul terreno statunitense: abbiamo un nuovo magazzino, che ha costi molto più alti rispetto a tutte le altre località (o quasi). Inoltre, dobbiamo pagare i dazi di importazione sullo stock. Parlando di costi variabili, oltre alle operazioni di pick/pack, dobbiamo considerare un investimento per ogni ordine dall'estero per eguagliare il prezzo della spedizione nazionale con un corriere espresso mondiale (ricordiamoci che stiamo considerando la stessa esperienza per il cliente). Con tutti questi costi, possiamo facilmente modellare le nostre cifre in funzione del numero di ordini. Fino a una certa soglia, il costo fisso USA peserà troppo, oltre questa soglia, invece, il risparmio con i costi di spedizione nazionale ripagherà l'investimento fisso.

Basta così? Ancora no. Il prossimo passo è capire con chi si occupa del marketing quali sono i volumi preventivati per il periodo preso in considerazione. Sopra o sotto la soglia? 
Ecco, ora, considerate tutte queste variabili, è possibile prendere la propria decisione.

Condividila!: