Ecommerce crossborder in Italia: adesso o mai più

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Luglio 07, 2021

Ecommerce crossborder in Italia: adesso o mai più
L'Italia è uno dei mercati di e-commerce in più rapido aumento in Europa, registrando tassi di crescita a due cifre dal 2017, con la previsione di un tasso annuo di crescita del 10% dal 2019 al 2023. Un vero e proprio boom che la situazione pandemica ha certamente contribuito ad accelerare e che promette un aumento importante anche per quanto riguarda l’ecommerce transfrontaliero. Eh sì, perché la crescita del mercato online in Italia degli ultimi anni suggerisce che ci sono opportunità per i rivenditori stranieri di penetrare il mercato italiano.

Se ciò è possibile, però, è necessario che sia fatto con una strategia transfrontaliera ad hoc, che tenga conto delle specificità del mercato italiano, dei suoi acquirenti e della logistica transfrontaliera

Le premesse
Le premesse ci sono tutte: gli italiani infatti hanno grande interesse ad acquistare da venditori online esteri e questo perché nel Belpaese c’è una disponibilità limitata di determinati prodotti sul mercato locale e anche perché c’è ancora una competitività relativamente bassa tra i retail che hanno un ecommerce a livello nazionale. Un terreno fertile, dunque, per chi vuol fare vendita al dettaglio transfrontaliera in Italia ma che deve tener conto di alcune variabili. 


Il compratore italiano tipo
La prima cosa che un retail straniero deve considerare è a chi sta vendendo e comportarsi di conseguenza. Circa il 90% della popolazione parla italiano come prima lingua: gli acquirenti italiani quindi si aspettano siti web in questa lingua e opzioni di pagamento specifiche. 

Altre informazioni utili da sapere: il compratore italiano tipo è paziente e aspetta anche 5 giorni l’arrivo di un pacco, ma è importante che le spedizioni siano gratuite o a basso costo. 

Un’altra caratteristica della vendita al dettaglio transfrontaliera in Italia riguarda l’indecisione degli acquirenti italiani: prima di effettuare un ordine, infatti, l’acquirente italiano tipo potrebbero voler visitare un sito web anche cinque volte. Non solo: gli italiani che comprano online sono grandi fan delle liste dei desideri, quindi è consigliabile che il sito ecommerce di un retail straniero che vuole vendere in Italia disponga di questa funzione.

Il desktop viene utilizzato per la maggior parte delle attività di acquisto online dai consumatori in Italia (58,44%), rispetto al mobile (38,87%) e tablet (2,69%). Tuttavia l'ottimizzazione dei negozi online per il mobile è un must assoluto poiché quasi tutti gli adulti hanno un telefono cellulare in Italia e l’approccio mobile first sta crescendo a un CAGR del 17% per il 2019-2023. Un approccio mobile-first, dunque,  è altamente raccomandato in previsione del futuro. 

Infine, chiunque decida di aprire un ecommerce in Italia dovrà essere in grado di costruire un rapporto con i clienti più anziani che si sono aperti all’ecommerce solo di recente. Per questo, il servizio di customer care è un must have che non si può non avere. 


Metodi di pagamento
È molto importante per qualsiasi azienda che decide di espandersi in Italia offrire metodi di pagamento locali. Non farlo significa perdere circa il 60% delle vendite, equivalente a lasciare sul tavolo 18 miliardi di euro di potenziali vendite ogni anno.

Il metodo di pagamento preferito dagli italiani è Paypal, seguito da carte prepagate, carte di credito e poi il contrassegno, un metodo che si sta comunque abbandonando e che è prevalentemente utilizzato tra chi si è affacciato per la prima volta all'e commerce negli ultimi mesi. 

Tra le carte di credito più utilizzate per gli acquisti online ci sono MasterCard, Visa e CartaSi. Ma sul mercato italiano si stanno affacciando anche nuove tendenze: quasi un terzo di tutti gli acquisti di e-commerce italiani vengono effettuati con un portafoglio elettronico, spesso finanziato tramite un conto bancario. È il caso di Satispay, un portafoglio mobile popolare e in crescita che consente ai consumatori di pagare gli acquisti online e in negozio, nonché di scambiare denaro con gli amici.
Cosa cercano gli italiani
Ma quali sono i prodotti più comprati dagli italiani online? L'elettronica di consumo è l'oggetto più acquistato online, con il 44% dei consumatori che afferma di farlo. Poi ci sono i libri, i film, la musica e i giochi. A seguire c’è l’abbigliamento e poi, in piccola percentuale, mobili e articoli per la casa (10% dei consumatori). 

Logistica e spedizioni 
Un altro grande nodo da sciogliere per le società che vogliono fare ecommerce transfrontaliero in Italia è quello della logistica. Innanzitutto è necessario per un brand straniero sapere quali sono le società di spedizione transfrontaliere: tra i principali corrieri figurano il Gruppo Poste Italiane, GLS Italia, DHL, UPS, TNT Express e Fedex. La consegna B2C è dominata da Poste Italiane e BRT. 
Ma non è l’unica cosa importante da sapere. L’Italia dal punto di vista delle spedizioni è divisa in due: mentre c’è un forte potenziale di crescita per la distribuzione nel Nord Italia, la consegna al Sud è più impegnativa, soprattutto nelle isole Sicilia e Sardegna. 

Costi e imprevisti
Infine, ma non certo per importanza, c’è la questione dei costi. Gli italiani chiedono la trasparenza: vogliono cioè poter vedere le tariffe di consegna o eventuali tasse sulle transazioni transfrontaliere già nelle prime fasi del loro acquisto. Per conquistare gli acquirenti italiani l’ideale è offrire tariffe di spedizione gratuite o competitive, garantendo al tempo stesso soluzioni di reso facili. 

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